Quella del Costone è una storia semplice, anche se intensa, basata su un qualcosa che difficilmente può essere compreso se non vissuto. Qui non c'è l'appartenenza ad una contrada, ad un rione, non ci sono fazzoletti o bandiere da far sventolare; per favore, non facciamo l'errore di tirare in ballo la diciottesima contrada, come il “fazioso” Costone fu definito agli inizi degli anni '70. Le Contrade sono 17 e basta. Il Costone è tutt'altra cosa. E' unico e lo sarà fino a quando la fede dell'ultimo dei costoniani lo terrà in vita.

Il Costone e i suoi 100 anni di vita

Un'esperienza vissuta da preti coraggiosi, iniziando dalla grande opera del fondatore mons. Nazareno Orlandi, fino a giungere ai giorni attuali, con don Emanuele Salvatori. Le figure del DonVi e di don Gaetano hanno lasciato tracce indelebili nella storia del Ricreatorio Pio II

di Roberto Rosa

Se non fosse stato per quella visita che alla fine dell'anno 1904 un allora giovanissimo don Nazareno Orlandi fece al prof. Boninsegni, direttore della scuola giardino “Vittorino da Feltre”, forse adesso non saremmo qui a parlare del Ricreatorio Pio II, conosciuto anche come Costone. L'istituto scolastico cittadino, ubicato a metà della piaggia che dalle Fonti di Fontebranda risale fino a sotto il Duomo, per l'esattezza in Vallepiatta, nel cuore della Contrada della Selva, versava ormai da anni in condizioni precarie; struttura fatiscente questa, costituita da aule inadatte per l'insegnamento, in quanto malsane ed in generale poco confortevoli. L'unico aspetto positivo di quel complesso era la vasta area verde a disposizione di insegnanti ed alunni, un giardino vero e proprio collocato perimetralmente su delle antiche mura che una volta ospitavano un fortilizio militare a guardia della vallata sottostante, uno dei principali punti di attracco alla città per chi veniva dalle vicine campagne e dalle masse senesi. L'Orlandi si innamorò subito di quel posto, pensando che sarebbe potuto diventare un luogo di aggregazione per i giovani della Città. Il sacerdote senese, nato il 7 febbraio del 1871 da una famiglia modesta, sin dall'inizio della sua vocazione aveva covato in cuor suo l'idea di dedicare la propria vita ai giovani, alla loro educazione e formazione, alla loro crescita sociale, tanto che era riuscito prima a S.Giorgio in Pantaneto, poi presso i locali di Provenzano, ad allestire delle piccole stanze dove chiamava a raccolta i suoi ragazzi per intrattenerli, facendoli giocare e facendo conoscere loro la parola di Dio. Ma i suddetti luoghi poco si confacevano alle attività di un ricreatorio; ci sarebbe voluto ben altro, per esempio quello stupendo giardino e quell'area verde così vasta da poter ospitare centinaia di ragazzi. Un sogno che la provvidenza, ma soprattutto la caparbietà del prelato, riuscirono a realizzare. Infatti di lì a poco la scuola chiuse i suoi battenti e l'immobile fu messo in vendita; don Nazareno Orlandi non perse tempo e si mise subito in moto per cercare di convincere innanzitutto l'Arcivescovo di allora, mons. Tommasi che si dichiarò favorevole all'idea, anche se nel contempo manifestò tutte le sue perplessità per l'impresa a dir poco ardua. Sarebbero serviti tanti soldi per comprare quel bellissimo lembo di terra con annessi e connessi: 20.000 lire! Una cifra assai ingente per quei tempi, ma tramite sottoscrizioni e contributi vari, ottenuti bussando porta a a porta, in pochi mesi furono raccolte quasi 10.000 lire. Con quella cifra il 19 giugno del 1906 l'Orlandi si recò presso uno studio notarile di Siena per firmare l'atto di compravendita. Era fatta, nasceva il Costone, anzi il Ricreatorio Pio II, dedicato al Papa Enea Silvio Piccolomini, in quanto la famiglia Piccolomini, tramite il Conte Francesco aveva reso possibile il totale pagamento della somma per l'acquisto del bene, grazie ad una elargizione magnanima che l'Orlandi accettò con grande commozione e riconoscimento. Il 6 gennaio del 1907, alla presenza delle autorità cittadine, avvenne l'inaugurazione ufficiale dei nuovi locali, che ben presto furono presi letteralmente d'assalto da centinaia di ragazzi provenienti dai vari rioni cittadini. Al Costone si giocava, si cresceva, si veniva educati con un'impronta cristiana, si lavorava, si faceva dello sport con la Società Ginnastica Fides, fondata sempre dall'Orlandi, si dava vita alle azioni dei Giovani Esploratori, si pregava, si calcava il palcoscenico teatrale grazie ad una vera e propria scuola di recitazione che, una volta realizzato il teatro del Costone, divenne tra le più importanti della Città; un vero gioiello d'arte che ancora oggi al proprio interno, grazie ad un sapiente restauro, conserva gli stucchi originali voluti dall'architetto Bettino Marchetti che curò personalmente la realizzazione della struttura. Anche l'Associazione Cattolica “Giovani di Santa Caterina” proseguì la propria intensa attività nei nuovi locali, dopo essere stata costituita nel 1896 presso una stanza sottostante il Battistero, di cui Nazareno Orlandi fu anche pievano. L'Orlandi credeva immensamente in queste attività formative, soprattutto di carattere sportivo, tanto che nei suoi innumerevoli viaggi all'estero “importò” le tecniche di varie discipline, tra cui la pallacanestro ed il tennis, attività in cui egli stesso amava cimentarsi. Dove adesso sorge il campo di basket, facilmente godibile dal bel panorama di San Prospero (ed è per questo che il tentativo di coprirlo con una struttura aerostatica naufragò nel 1975), l'ingegnoso prete fece costruire un campo da tennis, tutto recintato per proteggere le rose del suo giardino, che faceva da contorno all'area ludica. Passarono pochi anni ed al Costone fu costruita anche una vasca natatoria, dove a decine i ragazzi si tuffavano incuranti delle condizioni igieniche (davvero poche a quel tempo) e delle condizioni atmosferiche (bagni anche con la neve). Il Costone sapeva offrire ai giovani, oltre alla meditazione, all'assistenza ed alla preghiera, momenti di svago assoluto. Durante il periodo bellico 15-18 furono ospitati all'interno del Ricreatorio decine di bambini orfani e profughi di guerra, per dare loro un ricovero ed assicurargli un pasto caldo. Sempre durante la Grande Guerra i Giovani Esploratori del Costone seppero distinguersi per gli atti di valore al fronte e per i servizi sociali in soccorso dei più bisognosi. Ben 18 ne morirono ed il dolore per l'Orlandi fu davvero struggente, come quello di un padre nei confronti dei propri figli; i loro nomi ancora oggi sono ben impressi in una lapide all'interno del Ricreatorio Pio II. Gli anni post bellici furono vissuti con grandi difficoltà politiche in quanto il regime fascista proibì organizzazioni come gli Scout e quindi i Giovani Esploratori dovettero cessare la propria esperienza. Non si fermò invece l'attività sportiva della Fides e l'impegno in generale dei giovani del Costone che si riunivano settimanalmente in adunanze serali per organizzare le varie attività ricreative rivolte anche ai più piccoli. Nel 1936 l'entità Costone toccò forse il suo apice: si contavano più di 200 iscritti tra i giovani, poi c'erano quelli che giovani non lo erano più, ma erano rimasti, una volta diventati uomini, comunque legati all'ambiente, ma soprattutto a mons. Nazareno Orlandi. Gli ultimi anni della sua esistenza il direttore del Ricreatorio la visse all'interno del suo Costone, confortato sempre dalla presenza dei suoi ragazzi che amava immensamente. Aveva cercato nella sua intensa vita di dare loro una formazione completa, anche tramite la cultura ed il forte impegno politico di stampo cattolico che già alla fine del XIX secolo non era facile da promulgare. Ma lui, indomito e forte nelle sue posizioni, grande propulsore di idee ed iniziative, consolidò questa sua opera tramite i fogli del giornale “Il Popolo di Siena” che veniva stampato presso la Tipografia Sociale proprio al Costone e che lui stesso tenne a battesimo con il primo numero nel giugno del 1897. Fu sempre lui a costituire la Faci, la federazione tra le associazioni del clero italiane, e sempre lui trovò i fondi per costruire vari sanatori e strutture di accoglienza per i sacerdoti in diverse località italiane. Quante righe abbiano speso per questa immensa figura di sacerdote, ma come ben comprenderete non potevamo farne a meno. Egli si spense il 7 agosto del 1945 nella sua camera al Costone. I Costoniani in pochi mesi fecero erigere una cappella all'interno del Ricreatorio per accogliere le spoglie del loro grande educatore. Lì adesso riposa, confortato dalla presenza chiassosa dei tanti ragazzi che continuano a frequentare questo luogo con la stessa passione di chi li ha preceduti. Lo Sport senza dubbio è stata una delle attività collaterali più care sia all'Orlandi che ai suoi successori, da mons. Ubaldo Ciabattini, suo instancabile aiutante, a mons. Vittorio Bonci, altro sacerdote che ha lasciato una traccia indelebile all'interno del Ricreatorio. Il DonVi, come tutti quanti amavano chiamarlo, seppe proseguire l'opera del suo predecessore con grande dedizione; il prete della Selva era per tutti noi, adolescenti di quel tempo (parlo degli anni '60 e '70) un mito senza paragoni, oltre ad essere per molti un secondo babbo. Grande amante del calcio e della pallacanestro, seppe reclutare, grazie anche all'impegno di molti dirigenti, alcuni dei quali proseguono tutt'oggi la loro preziosa opera all'interno delle due associazioni sportive che praticano il basket sia maschile che femminile, decine e decine di ragazzi che tutti i pomeriggi invadevano il Ricreatorio per dare vita a partite e sfide interminabili. Il DonVi seppe anche insegnare un altro gioco a lui caro, il tennis, a molti dei suoi ragazzi ed i mesi estivi venivano trascorsi con la disputa di vari tornei e tornei. Il DonVi rimase al Costone per quasi 25 anni, dal 1954 fino al 1978, anno in cui passò il testimone a mons. Gaetano Rutilo, il quale a sua volta, rimase alla direzione del Ricreatorio Pio II fino all'anno 2000; a lui si debbono il restauro del Teatro e la coraggiosa iniziativa di sostenere la progettazione del Palazzetto del Costone. Adesso spetta ad un giovane sacerdote, don Emanuele Salvatori, proseguire un'opera che per certi aspetti è diventata ancor più impegnativa, visto che - volendo - si potrebbe anche parlare di un “secondo” Costone, non meno importante del primo, anche se la casa madre è e rimane la sede storica, con le attività di sempre, con il teatro, con il salone per gli incontri e le conviviali, con l'archivio storico, con il suggestivo viale che conduce alla chiesa, centro del Ricreatorio, con i campi sportivi completamente ristrutturati, quello polivalente di basket, pallavolo e tennis, e quello di calcetto dove un fondo di erba sintetica è andato a sostituire quello in sassi e tufo che tanti ginocchi, anche quelli del sottoscritto, ha scorticato, ma vi assicuro che nessuno di noi sprecava neanche un attimo per medicarsi; ogni minuto perso, era un momento in meno da dedicare al gioco. Dicevamo dell'altro Costone, anche se la definizione appare impropria; di Costone infatti a Siena ce n'è solo uno, semmai diciamo che i confini dell'antico Ricreatorio, che nel 2006 ha festeggiato il Centenario della propria fondazione con tutta una serie di iniziative che lo hanno portato alla ribalta delle cronache cittadine, si sono allargati fino a comprendere uno spazio messo a disposizione dal Seminario diocesano ed acquistato dalla parrocchia di S.Giovanni Battista, di cui fa parte il Costone, per realizzare l'ambizioso progetto del Palazzetto dello Sport che sin dagli inizi degli anni '70 la gente della Piaggia, così vengono chiamati i Costoniani, agognava. Adesso il sogno è diventato realtà ed un bellissimo ed efficiente complesso, di grande spessore anche architettonico, nonché di enorme validità polifunzionale, sorge al confine tra i territori di Siena Nord e Monteriggioni, in località Montarioso. Finalmente le due associazioni sportive hanno una casa tutta per loro, dove accogliere centinaia e centinaia di atlete ed atleti di ogni età. Il Palazzetto è stato intitolato a Nazareno Orlandi, non poteva essere diversamente, ed il giorno dell'inaugurazione, avvenuta il 17 dicembre del 2007, l'Arcivescovo di Siena mons. Antonio Buoncristiani e l'allora direttore del Costone don Giuseppe Acampa, hanno voluto ricordare a tutti i presenti, davvero tanti, che soltanto grazie all'Orlandi, alla sua grandiosa lungimiranza, è stato possibile concretizzare tutto questo. Le istituzioni cittadine, con a capo la Fondazione MPS, hanno poi contribuito in maniera incisiva e determinante alla realizzazione dell'opera. Cento e più anni di storia sono così destinati ad avere un seguito ancora più rilevante e tutte le persone che attualmente si dedicano, talvolta anche con grandi sacrifici e con estremo senso del volontariato, alla realizzazione del grande progetto “Costone”, hanno il merito di appartenere ad una grande famiglia che solo chi l'ha vissuta o la vive può conoscerne il grande valore.

PresidenteSalvatori don Emanuele
Vice PresidenteRosa Roberto
SegretarioBonelli Francesca
ConsiglieriBianchi Massimo
Bruttini Roberto
Ghezzi Luciano
Lorenzetti Alfio
Morbidi Patrizia
Muzzi Alessandra
Rustichini Carlo
Sindaci RevisoriAnichini Francesco
Centini Guglielmo
Cortonesi Alberto
Sindaci SupplentiPaciotti Stefania
Sideri Patrizia

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